Il Decreto Legislativo 231/2001 – all’art. 25-bis.3 – prevede la responsabilità amministrativa delle imprese in materia di reati societari previsti dal Codice Civile

Ma vediamo, nello specifico, quali sono i reati

  • il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall’articolo 2621 del codice civile;
  • il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall’articolo 2621-bis del codice civile;
  • il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall’articolo 2622 del codice civile;
  • il delitto di false comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori, previsto dall’articolo 2622, terzo comma, del codice civile;
  • la contravvenzione di falso in prospetto, prevista dall’articolo 2623, primo comma, del codice civile;
  • il delitto di falso in prospetto, previsto dall’articolo 2623, secondo comma, del codice civile;
  • la contravvenzione di falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione, prevista dall’articolo 2624, primo comma, del codice civile;
  • il delitto di falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione, previsto dall’articolo 2624, secondo comma, del codice civile;
  • il delitto di impedito controllo, previsto dall’articolo 2625, secondo comma, del codice civile;
  • il delitto di formazione fittizia del capitale, previsto dall’articolo 2632 del codice civile;
  • il delitto di indebita restituzione dei conferimenti, previsto dall’articolo 2626 del codice civile;
  • la contravvenzione di illegale ripartizione degli utili e delle riserve, prevista dall’articolo 2627 del codice civile;
  • il delitto di illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante, previsto dall’articolo 2628 del codice civile;
  • il delitto di operazioni in pregiudizio dei creditori, previsto dall’articolo 2629 del codice civile;
  • il delitto di indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori, previsto dall’articolo 2633 del codice civile;
  • il delitto di illecita influenza sull’assemblea, previsto dall’articolo 2636 del codice civile;
  • il delitto di aggiotaggio, previsto dall’articolo 2637 del codice civile;
  • il delitto di omessa comunicazione del conflitto d’interessi previsto dall’articolo 2629-bis del codice civile;
  • i delitti di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, previsti dall’articolo 2638, primo e secondo comma, del codice civile;
  • il delitto di corruzione tra privati, nei casi previsti dal terzo comma dell’articolo 2635 del codice civile;
  • il delitto di istigazione di cui al primo comma dell’articolo 2635-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a quattrocento quote;
  • il delitto di false o omesse dichiarazioni per il rilascio del certificato preliminare previsto dalla normativa attuativa della direttiva (UE) 2019/2121, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019.

 

Quali sono le sanzioni per l’azienda?

L’introduzione della responsabilità amministrativa ha ampliato il campo di applicazione della legge, rendendo le aziende potenzialmente responsabili per i delitti su descritti che, in base alla violazione, prevedono sanzioni sia pecuniarie sia interdittive.

Le sanzioni pecuniarie, in base alla contestazione dell’illecito, partano da un minimo di 100 quote fino a 1000 quote, prevedendo anche le sanzioni interdittive di cui all’art. 9 comma 2 ovvero:

– interdizione dall’esercizio dell’attività;

– la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;

– il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;

– l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi;

– il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Come evitare la responsabilità dell’azienda?

Le aziende devono adottare modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire tali comportamenti; ciò implica:

  • Implementazione di procedure rigorose.
  • Controlli interni per garantire la correttezza delle procedure

Un modello di compliance efficace può non solo prevenire sanzioni, ma anche migliorare la reputazione aziendale e la fiducia da parte dei clienti e investitori.

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Edit. avv. Mauro Alvino