Il Decreto Legislativo 231/2001 – all’art. 25-septies – prevede la responsabilità amministrativa delle imprese in materia di reati di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro
Ma vediamo, nello specifico, quali sono i reati
- il delitto di Omicidio Colposo – previsto dall’art. 589 c.p. – commesso con violazione dell’articolo 55, comma 2, del decreto legislativo nr. 81/2008, in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
- il delitto di Lesioni personali colpose – previsto dall’art. 590, terzo comma c.p. – commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
Quali sono le sanzioni per l’azienda?
L’introduzione della responsabilità amministrativa ha ampliato il campo di applicazione della legge, rendendo le aziende potenzialmente responsabili per i delitti su descritti che, in base alla violazione, prevedono sanzioni sia pecuniarie sia interdittive.
Le sanzioni pecuniarie, in base alla contestazione dell’illecito, partono da un minimo di 200 quote fino a 1000 quote, prevedendo anche le sanzioni interdittive di cui all’art. 9 comma 2, non inferiori a tre mesi, ovvero:
– interdizione dall’esercizio dell’attività;
– la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
– il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;
– l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi;
– il divieto di pubblicizzare beni o servizi.
Come evitare la responsabilità dell’azienda?
Le aziende devono adottare modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire tali comportamenti; ciò implica:
- Implementazione di procedure rigorose.
- Controlli interni per garantire la correttezza delle procedure
Un modello di compliance efficace può non solo prevenire sanzioni, ma anche migliorare la reputazione aziendale e la fiducia da parte dei clienti e investitori.
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Edit. avv. Mauro Alvino

